Reagire alle sfide con consapevolezza, affrontare la vita con forza, passione e resilienza.

La società contemporanea presenta caratteristiche tali di “liquidità” da rendere tutto in perenne movimento, con conseguenze impreviste o spesso imprevedibili tanto da creare in noi un senso d’insicurezza che può diventare angoscia del presente e/o paura del futuro.

Un sentimento d’inadeguatezza ad affrontare le sfide della vita può allora impadronirsi di noi dandoci l’impressione di non farcela, di non avere abbastanza forza o resistenza per aspirare ad una vita nella quale i nostri sogni possano realizzarsi, il nostro lavoro sia gratificante, i nostri affetti siano veri e duraturi.

L’incertezza del futuro, la precarietà del presente diventano allora forti elementi potenzialmente capaci di frustrare gli entusiasmi, di demolire le aspettative.

Che fare allora per evitare questa deriva. E, soprattutto, come fare per ritrovare passione ed energia, i propellenti più forti per affrontare tutto questo?

Si cimenta sul tema un interessante libro dello psicologo Pietro Trabucchi, uno psicoterapeuta pragmatico, da tempo impegnato ai massimi livelli nello sport professionistico e nelle prove agonistiche estreme, come l’Ultramaratona.

Il suo “TECNICHE DI RESISTENZA INTERIORE”, edito da Mondadori, si accompagna in un viaggio nella “RESILIENZA”, fattore decisivo nelle sfide di questo nuovo millennio.

Ci guida in un viaggio che parte dall’origine dell’uomo come lo conosciamo ora. Dagli adattamenti che nei millenni ha compiuto per evolvere da cacciatore-raccoglitore insidiato mortalmente dal leopardo a essere dalla posizione eretta e capace non solo di non esser cacciato ma di cacciare a sua volta, grazie a un intelligente lavoro di gruppo e a una maturata “RESISTENZA”, il leopardo stesso e gli altri animali indispensabili alla sua sopravvivenza.

Questo viaggio nel tempo ci mostra anche le evoluzioni del cervello dell’uomo che l’hanno reso sempre più adattabile ai nuovi ambienti o nicchie ecologiche nelle quali è transitato, confermando l’assioma darwiniano secondo il quale non sopravvive il più forte ma il più adattabile.

Altra tappa del viaggio in cui Trabucchi ci conduce sono le “tecniche” con le quali evocare, allenare e mantenere, sia fisicamente sia mentalmente, questa “RESILIENZA”, questa fondamentale prerogativa di sopportare le pressioni e gli urti, di piegarsi senza spezzarsi, per usare un antico adagio popolare.

Sono tecniche che, giustamente, l’autore prima ci spiega sul piano neurologico e psicologico e poi sul piano fisico e comportamentale. E sono, più di tutto, tecniche che non possono esser praticate estemporaneamente, ma devono diventare una costante nella nostra vita.

Un modo di guardare il mondo e di reagire alle sfide con consapevolezza dei propri mezzi, affrontare la vita con forza, passione e resilienza.

 

D.R.